Lampada per il soggiorno

Oggi vi parlerei delle lampade che amo ed ho amato.

Dei grandi classici del design.

Di quello che odio nelle imitazioni, che mai come nelle lampade davvero non valgono la pena!!

Ma alla fine una lampada deve solo far luce, no? Ed adattarsi alla stanza.

O forse no?

Oggi in fondo mi piacerebbe godere di queste immagini assieme a voi…

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Arco – Flos – designer Achille e Pier Giacomo Castiglioni, 1962

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Parentesi – Flos – designer Achille Castiglioni e Pio Manzu’, 1971

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Tolomeo – Artemide – designer Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, 1987

10 mosse per passare da una casa shabby chic ad una casa industrial nordico

Negli ultimi 3-4 anni lo stile shabby chic si è lentamente diffuso, partendo dalle riviste di settore fino alle nostre case.

 

In alcuni casi interi appartamenti sono stati trasformati da questa ventata di pizzi, ceramiche lavorate, mobili bianchi decapati e chi più ne ha più ne metta.

In altri casi sono bastate cornici e qualche tocco di pizzo per dare un aspetto più romantico anche ad un solo ambiente.

 

Si sa come vanno queste cose, no? Il bianco un pò ci ha stancato (ma tornerà, state tranquilli!! tornerà!! ) e sui sono fatte spazio due nuove, entusiasmanti tendenze: lo STILE NORDICO e lo STILE INDUSTRIAL.

 

Sicuramente avrete visto foto di entrambi i generi: i colori tenui, pastellosi e le forme naturali e tondeggianti del nordico, assieme al grigio/nero , al bianco laccato e alle immancabili vetrine dell’industrial.

Ma, come per l’abbigliamento nell’armadio, non si può certo pensare che ad ogni stagione si cambi tutto il contenuto!!

Ecco qui allora qualche suggerimento pratico per dare alla vostra casa quel tocco nordico e/o industrial (io li amo anche insieme questi due stili!! ) con facilità e poca spesa.

 

1- le cornici

Basta acquistare qualche cornice nera sottile che accostata a quelle bianche decapate dia un aspetto moderno ad una parete romantica

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www. ikea.it

2- tavolini 

In molti megastore è facile trovare un tavolino o un tris di tavolini da appoggiare vicino al divano. Coi loro colori tenui e le gambe svasate daranno subito un tocco nordico alla stanza!! tavolini

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3- plaid

Un plaid con fantasia chevron su toni neutri e avrete luce e classe in ogni ambiente

plaid

www. maisondumonde.com

4- in cucina – parteA

Tirate fuori quella broc grigia e un pò arrugginita che avete comprato al mercatino. metteteci dentro della frutta o fatela diventare una lampada e voilà!

scolapasta

www. ruedelabroc.com

5- in cucina – parteB

Sostituite i mestoli e la saliera con qualcosa di colorato e divertente. Oppure dipingeteli come ha fatto la mia amica pinkfrilly: vi sembrerà subito che sia arrivata la primavera

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www.pinkfrilly.com

6- in tavola

Non serve sostituire il servizio di piatti: basta un piatto da portata e delle coppettine in vetro oppure in ceramica colorata e avrete subito un nuovo carattere!

coppette piatto2 piatto

7- i cuscini

Laviamo e riponiamo i rivestimenti di pizzo e volant e sostituiamoli per un pò con un bell’alce nero, con uno chevron giallo, con una stampa azzurra…

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direttamente dal divano di casa mia

8 – il letto

Se non avete voglia di comprare un nuovo copriletto, basta anche qui usare una copertina o un plaid , magari lavorato a maglia , ‘casualmente’ appoggiato ai piedi del letto

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www.maisondumonde.com

9- il bunting

un piccolo bunting in stoffa o in carta fai-da-te crea subito atmosfera!

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10- i vasi

potete acquistare dei nuovi vasi per le vostre piante, in colori tenui o in materiali simil pietra e cemento, oppure potete fare come la bravissima bluebells e rivestirli di carta

vasi

www.bluebellsdesign.com

Allora ditemi: voi come vi sentite, più nordic o industrial ?

 

 

 

 

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Prima e dopo: ristrutturare il bagno…

Lo scorso gennaio ho guardato negli occhi mio marito e gli ho detto: ‘O ristrutturiamo il bagno ora o non lo faremo mai più’.

Quando mi sono trasferita nella casa dove abitiamo, ho fatto solo i lavori strettamente necessari e mi sono subito trasferita.

Il bagno non era fra questi.

Obiettivi: sostituire la vasca con la doccia e creare un armadio/lavanderia all’ingresso, oltre ad eliminare le orribili piastrelle marroni scelte negli anni ’70.

Abbiamo così iniziato a girare i rivenditori di ceramiche e sanitari per trovare una soluzione con un buon rapporto di qualità, design e prezzo.

Ecco il bagno PRIMA…


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Sabato finalmente abbiamo iniziato le demolizioni. In una giornata sono scomparsi la vasca, i sanitari e le piastrelle…

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Ma la grande sorpresa è stata la parete di destra!

Una parete divisoria risalente all’origine del palazzo (fine 1800) completamente in tufo laziale: tre grandi blocchi e due ricorsi di mattoni e così via.

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Per me è stata una grande emozione. Un incontro con la storia.

E’ proprio vero che chi cerca trova ma chi non cerca… a volte trova dei veri tesori!!

Dopo lunghe (e difficili) riflessioni abbiamo deciso che la lasceremo a vista.

Era già previsto che su quella parete non ci fossero i sanitari, naturalmente la tratteremo con dei prodotti appositi, traspiranti e non siliconici, per evitare che si impregni di acqua ed umidità formando muffe oppure che sfarini.

Io riesco già ad immaginare il risultato finale, voi?

A presto con il DOPO!!

 

 

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Costruzioni vintage: un acquisto speciale

Chi mi conosce sa che mi piace raccogliere roba in giro.

A volte la compro, come ricordo di un viaggio o di una giornata speciale.

Altre volte la cerco, girando per mercatini e robivecchi o passando ore su internet.

Altre volte ancora la incontro, come un tavolino sgangherato abbandonato in un angolo della strada o un vecchio baule di cui qualcuno voleva disfarsi.

Capita anche che mi accorga di aver trovato un tesoro.

Questa è una di quelle volte.

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Costruzioni francesi, penso di inizio novecento, ma in realtà mi importa poco.

Quel che conta sono loro.

In argilla, travertino e legno.

I bambini di una volta quando costruivano lo facevano in maniera seria!!!


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Grazie a Rue de la Brocante, per averle trovate e messe in vendita.

Non vedo l’ora di giocarci!!

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Rinnovare la cameretta in 3 giorni

Casa mia non è grandissima, ma ha un pregio impagabile in una grande città: la seconda camera.

Prima stanza di mia sorella nella nostra vita di studentesse, poi della coinquilina, oggi è la stanza degli ospiti più o meno regolari, nonchè lo ‘studio’ (leggi anche ‘stanza della playstation’) di mio marito.

Ha cambiato letto un’infinità di volte, ma la cosa che più la contraddistingueva erano le due pareti arancioni.

I mobili continuavano a spostarsi senza trovare pace e la scrivania ormai era un covo di robaccia.

Da anni volevo modificarla, ma si sa, il ciabattino va sempre in giro con le scarpe rotte, no!?!?!

 

La camera è piuttosto regolare, un classico 3,3 x 4,2 , con la porta e la finestra sui due lati opposti.

Ecco alcune foto del prima…

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…. del durante….

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…e del dopo!!

Quanta fatica, ma anche quanta soddisfazione!!!

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Se anche voi siete stanchi della vecchia camera, ecco le varie fasi che abbiamo seguito:

VENERDI’ SERA:

Io e il marito ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo spostato tutti i mobili nell’altra stanza eccetto l’armadio e un paio di altre cose. Abbiamo (più che altro lui) rivestito il parquet con la plastica di copertura e messo lo scotch carta sul battiscopa.

SABATO:

secchi e pennelli alla mano!

1)      prima di tutto abbiamo pulito le pareti con dei panni leggermente umidi per togliere residui di polvere

2)      passato un fissativo (comprato nello stesso posto della pittura e compatibile) col rullo

3)      dopo alcune ore, quando il fissativo è asciugato, abbiamo passato la prima mano di pittura bianca

4)      prima di andare a dormire seconda mano di pittura bianca solo sulle pareti arancioni

La pittura era di quelle a mano unica, ma sul bianco sono servite due mani e sull’arancio almeno 3 mani.

DOMENICA:

1)      appena svegli ultima mano di pittura bianca

2)      ad ora di pranzo abbiamo segnato con la matita una linea orizzontale all’altezza scelta, aiutandoci con una tavoletta di legno e una livella

3)      in corrispondenza del segno abbiamo posizionato delicatamente lo scotch carta

4)      prima mano di pittura grigia nella parte bassa ; è necessario rimuovere immediatamento lo scotch per evitare che si attacchi alla pittura umida e porti via dei pezzi quando lo si toglie

5)      nel pomeriggio abbiamo riposizionato lo scotch carta e fatto l’ultima mano di grigio.

6)      in serata abbiamo tolto la plastica, lo scotch e pulito tutto (troverò polvere ovunque per sempre, lo so!!!)

LUNEDI’ SERA:

La sera del lunedì è bastato ripassare lo straccio sul pavimento e fare qualche ritocco a mano libera di bianco e grigio dove serviva.

Poi la parte migliore: inserire gli arredi.

E voilà!

Un paio di giorni intensi, ma che bello ora guardare la cameretta sistemata!!

 

QUALCHE TRUCCO:

Gli armadi chiudono lo spazio. Per rendere la camera più grande mettete gli armadi in punti non visibili quando si entra in camera: dietro o accanto alle porte ad esempio!

Pitturare fino ad una certa altezza con un colore più scuro e poi con un colore chiaro per un effetto ottico far sembrare la stanza più ampia!

I colori chiari danno luce: se volete una stanza luminosa puntate sul grigio, sul giallo non troppo scuro, sul celeste chiaro, sul beije o sul rosa!

 

Ah la splendida ghirlanda di stelle è made by la bravissima lavolpeazzurra… se non la conoscete… rimediate immediatamente!!

 

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Prima e dopo: un baule tutto nuovo

Un paio d’anni fa, nel box auto di un cliente, ho ‘incontrato’ un vecchio baule verde.

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Fasce nere, borchie in metallo, parecchi segni di usura.

Però quel baule esercitava un fascino incredibile su di me.

 

Assomigliava pericolosamente a quello in cui mia nonna teneva il corredo, pur essendo molto meno prezioso.

Il cliente deve essersi accorto della mia bava alla bocca, o forse non vedeva l’ora di disfarsene, quindi mi ha subito chiesto:

“Non è che lo vuoi? Io devo buttarlo!”

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Forse avrei dovuto rifiutare.

Sicuramente dovevo scappare.

Alla fine ovviamente ho portato il baule a casa e mi sono messa all’opera!!

 

Una mano di vernice bianco panna per prima cosa

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alcune immagini di mongolfiere, botanica e farfalle prese da internet e da Ikea

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le copie di testi relativi all’Unità d’Italia, scelte in un libro sul centenario che avevo conservato, opportunamente ingialliti con acqua e caffè, un pò di vinavil diluita…

Ed ecco il risultato!

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Foto tremende e un sacco di errori (uno dei miei primi DIY) ma io ne vado molto fiera.

Ogni volta che lo apro mi sembra di riporre un tesoro all’interno di uno scrigno e sorrido.

Buona giornata!

 

 

 

 

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Nel salotto: un tavolo che non c’è

Nel 1980 nasce il videogioco Pac-Man, ve lo ricordate?

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Pac-man, storico videogioco, fonte pacmanmuseum.com

Nel 1980 mia madre ancora non pensava a me.

Nel 1980 veniva assassinato John Lennon.

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John Lennon, fonte glistatigenerali.com

Nel 1980 molte donne dalle mie parti si vestivano con lunghe gonne nere ed andavano a messa col fazzoletto da mettere sul capo.

 

Nel 1980 un architetto milanese disegna quello che ancora oggi è un’icona.

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Tavolo con ruote, Gae Aulenti 1980 , fonte fontanaarte.com

Vorrei saper definire un’icona, ma purtroppo a volte le parole non si lasciano imbrigliare nella creazione di una definizione.

Oggi guardo quest’oggetto e mi rendo conto che potrebbe essere stato disegnato oggi, anziché 35 anni fa.

E a disegnarlo finalmente una lei, una donna. Non una moglie di, non una figlia di, bensì un architetto:

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Gae Aulenti, fonte vogue.it

Gaetana Aulenti (detta Gae) ha già 53 anni quando sviluppa l’idea di questo tavolino e ne vivrà ancora 32 realizzando alcune delle opere di architettura e di design più importanti dell’Italia della seconda metà del ‘900.

Il tavolo si può trovare sia rettangolare che quadrato ed è prodotto in varie misure.

foto5bTavolo con ruote, Gae Aulenti 1980 , fonte fontanaarte.com

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Tavolo con ruote, Gae Aulenti 1980 , fonte fontanaarte.com

Penso che ogni casa dovrebbe avere un pezzo di questo calibro, anche se dobbiamo ammettere che 800/1000 euro non siano poche, come investimento.

 

Ho scelto questo tavolino per la rubrica del giovedì, perché mi è piaciuto il modo in cui Gae Aulenti si definiva: “Di se stessa usava dire di vedere la sua architettura in stretta relazione e in interconnessione con l’ambiente urbano esistente, che diviene quasi la sua forma generatrice, cercando, con questo, di trasferire nel suo spazio architettonico la molteplicità e l’intensità degli elementi, che vanno a definire l’universo urbano.” cit. wikipedia

 

Ad un primo sguardo il tavolo con ruote sembra molto lontano da questa definizione: dov’è l’ambiente circostante in questa lastra di vetro?

Dove si trovano le forme dell’universo urbano? Nelle ruote?

Qual è questa molteplicità di elementi? Si tratta solo di un piano in vetro e 4 ruote fermate da bulloni, suvvia!

 

Poi l’ho guardato meglio. Il tavolo non c’è. Tutto quello che vedo è proprio l’ambiente circostante. La molteplicità di ciò che circonda il tavolo riempie la scena: la casa, i suoi componenti, i divani,i libri, il lampadario, gli oggetti.

Ho visto molte volte arredi chiassosi che surclassavano completamente una stanza e la personalità di chi la viveva. Come ho visto invitati ad un matrimonio abbigliati in modo esagerato quando un semplice tubino nero avrebbe reso più giustizia alla loro bellezza (Cocò è sempre Cocò).

Mi sa che quel Ludwig Mies van der Rohe aveva ragione: ‘LESS IS MORE’.

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Tavolo con ruote, Gae Aulenti 1980 , fonte arredativo.it

 

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Fai da me: riutilizzare le piastrelle si può!!

Si fanno lavori, si comprano piastrelle e poi… si lasciano in cantina un pò di scorte ‘caso mai’….

 

Ecco come ho riutilizzato qualche piastrelle di Caterina: un bel sottopentola fa sempre comodo!

Ne immagino 2 o 3 sulla tovaglia bianca durante una cena con amici….

 

Allora che aspettate? Correte subito in cantina e tirate fuori le vostre preferite!!!

 

MATERIALE OCCORRENTE:

Piastrelle

piastrella

Feltrini scuri adesivi

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Ed ecco il risultato! foto 1405

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Buon divertimento!

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Prima e dopo in bagno: dalla vasca alla doccia

Ancora bagni!?!?

Ebbene sì, miei cari!

Il bagno è probabilmente l’ambiente di una casa più soggetto ad essere modificato, rivisto, rifatto, rimaneggiato e chi più RI, più ne metta!

Oggi vorrei farvi vedere come organizzare un bagno della tipologia più comune: il classico bagno con vasca.

Si sa che le nostre nonne amavano farsi il bagno: immerse nell’acqua calda, una volta a settimana, si godevano il profumo del sapone di Marsiglia e dell’acqua di rose.

Beh, senza arrivare alle nonne: anche io lo adoro!

Ma siamo onesti: oggi come oggi quanti di noi riescono a farsi un bagno rilassante? Spesso il bagno in casa è solo uno e a quel punto… meglio la pratica e comoda doccia!

 

I clienti di questi due bagni avevano proprio questa richiesta: sostituire la vasca con la doccia.

Nel primo caso il bagno era anche la stanza della lavatrice: si è deciso di creare una zona per la lavanderia all’ingresso, che funzionasse anche da antibagno.

 

PRIMA

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DOPO

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Nel secondo caso era appena arrivato un bebè: abbiamo trovato così posto per il fasciatoio (che un domani sarà sostituito da un bel mobile capiente per la biancheria di casa)

PRIMA

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DOPO

C:1_Laurenzablog Model (1

 

E voi? Vasca o doccia?

 

 

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Una sedia speciale

Ci sono oggetti, che entrano nella quotidianità di ogni giorno, che conosciamo bene, anche se non sappiamo qual è stata la strada che li ha portati fino ad oggi.

In questa Rubrica del Giovedì mi piacerebbe raccontavi di una sedia.

L’avete vista sicuramente un po’ ovunque.

Si tratta delle EAMES PLASTIC SIDE CHAIR.

 

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 Foto notonthehighstreet.com

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